ROZSA E S.MARGHERITA
Il 2007 segna il Centenario della nascita di Miklos Rozsa, nato a Budapest nel 1907 e scomparso nel 1995
Figlio di un' insegnante di pianoforte, che lo avvia alla musica, Rozsa a cinque anni è già un talento del pianoforte (anche se il suo strumento prediletto sarà il violino). Giovanissimo si appassiona ai canti tradizionali del suo paese e colleziona una serie infinita di libretti sul folklore magiaro. A otto anni tiene il suo primo concerto a Vienna, suonando musiche di Mozart e Haydn. A 22 anni, per i suoi meriti musicali, viene nominato, a Budapest, Presidente della "Franz Liszt Association". Si diploma all' Accademia Musicale di Lipsia e si perfeziona con BartoK, Kodaly e con lo zio Berkovits (eccellente violinista). Trasferitosi a Parigi nel 1931 esordisce con il "Tema, Variazioni e Finale, Op.13" e il "Ballet Hungarian", subito seguito in tutta Europa. Nel 1937 incontra il regista Jacques Feyder che gli commissiona la partitura del film: "Knight without Armor". E' l' inizio della sua carriera cinematografica. Il suo linguaggio musicale è semplice e con una grande coloritura orchestrale. La struttura è rigorosamente sinfonica, animata da un romanticismo che trova origine nell' espressionismo di Strauss, nell' impressionismo di Ravel, nello stile intenso di Kodaly e Bartok.
Rozsa diventa presto uno dei più audaci inventori di musica cinematografica. Con Dimitri Tiomkin è uno dei massimi artefici nella composizione musicale della "Golden Age". Ogni sua partitura non si restringe più, come in passato, nei soli titoli di testa o di coda e in qualche passo intermedio, ma assume la forma di una vera e propria sinfonia divisa per atti, in cui ogni personaggio e ogni situazione è connotata da un tema, con toni più drammatici, lirici, intimistici, delicati a seconda della vicenda del film o della sequenza.
Con l' avvento del film storico-kolossal, Rozsa conduce un' appassionata ricerca su spartiti originali di musica antica (greca, araba, ebraica, medioevale, celtica, spagnola), e dà vita ad autentici capolavori, ricreati da testi originali antichissimi. Apre una strada che sarà, poi, ampiamente imitata. Le marce e fanfare saranno denominate "rozsiane".
Rozsa compone ben 94 colonne sonore, con i registi che hanno segnato la storia del cinema, conquistando tre Oscar, un César e ben 12 "nomination". Come è stato scritto, "il suo è un lungo concerto: una ampia sinfonia con 94 variazioni, tante sono le partiture per film scritte in quarantasei anni".
Tra i film si ricordano, per estrema sintesi: "Knight Without Armor" (1937), "Madame Bovary" ("biglietto da visita" quando Rozsa approda alla M.G.M.), Spellbound (1944 - Premio Oscar), Double Life (Premio Oscar - 1947), Ben Hur (Premio Oscar - 1959), senza dimenticare: "The Jungle Book" (1942), "Double Indemnity" (1944), "Quo Vadis" (1950), Ivanhoe" (1951 ), Julius Caesar" (1953), "El Cid" (1961), "King of Kings" (1961), "Providence" (1977 - Premio César).
Ma non si possono dimenticare (solo per citare tre disparatissimi esempi), capolavori musicali quali: il poema sinfonico del cartoon "The Jungle Boock" , in cui ogni animale della foresta è identificato da uno strumento musicale; la ricchissima composizione di timbro tragico-angoscioso, ma colorata dalla presenza di uno straordinario valzer e di altri ballabili, di "Madame Bovary"; la possente, mistica e straordinaria partitura di "King of Kings".
Come scrive il musicista, nella sua autobiografia, Hollywood gli da fama, onori, agio.
Ma, come si è visto, Rozsa nasce nella musica classica.
La sua stagione dei successi di compositore classico, era cominciata a 24 anni, con: "Tema, Variazioni e Finale, Op.13" e il "Ballet Hungarian", subito eseguiti in tutta Europa. Ma altri capolavori, - oltre al famoso Concerto per violino, Op. 24, dedicato a Jasha Heifetz, scritto nel 1952 in sole sei settimane (e caso unico nella storia a dar vita, per mano del regista Billy Wilder, ad un film: "The private life of Sherlok Holmes") -, succedono allo strepitoso esordio.
Ci si limita a citare il "Tema, Variazioni e Finale, Op. 13", subito entrato nel repertorio di direttori quali: Münch, Bohm, Walter, Schuritch, Solti, Swarowsky, e, poi, Bernstein , Previn, Ormandy; la Sinfonia Concertante, Op, 29, la "Serenata per Piccola Orchestra" (dedicata a Ernst von Dohnany).
E Miklos Rozsa, ungherese di nascita, cittadino del mondo, americano d' adozione per le sue musiche di film, è sammargheritese d' elezione per la musica classica e per incondizionato amore verso la città, tanto da fargli affermare che quando torna a S. Margherita è "finalmente" a casa. Nato nella musica classica, a S. Margherita torna alla musica classica.
Uomo riservato e schivo, stringe una lunghissima, stretta amicizia con la marchesa Maddalena Mina di Sospiro, nella cui villa trova ispirazione e compone importanti lavori, dei quali gli e ne dedica alcuni significativi.
S. Margherita, e la musica classica, costituiscono la "seconda vita" del nostro: quella da lui prediletta, nella quale trova appagamento totale.
Alcune delle opere più importanti sono interamente ispirate da S. Margherita e lì composte la: "Tripartita per Orchestra, Op. 33"; il Concerto per viola, Op. 37 (eseguito per la prima da P. Zuckerman); il Concerto per violoncello, Op.32 (dedicato a Janos Starker), e, per concludere, una piccola perla: la "Sonatina per clarinetto solo, Op. 41", che Miklos ha composto per la Marchesa Maddalena Mina Di Sospiro, il giorno di S. Maddalena, nella sua villa sammargheritese.